Get Adobe Flash player
Home Acquario dolce Allevamento e riproduzione Esperienze di riproduzione con B.conchonius
thumb_barbus1Prefazione: al contrario di ciò che si potrebbe pensare la riproduzione dei Barbus Conchonius non è affatto difficile da ottenere, in quanto la sua riuscita prescinde quasi completamente la fatuità e si affida alle mani ed al cuore dell’acquariofilo;
Prodromi: quando i Barbus C. avranno raggiunto lo stadio adulto e, perciò,  la maturità sessuale,  non sarà certo un problema riconoscerne le caratteristiche; alle femmine si gonfierà la pancia periodicamente , in media, ogni 15 giorni, e i maschi cominceranno a rincorrerle  insistentemente, soprattutto nelle ore mattutine.

Vasca: l’aspetto che richiede più considerazione nella riproduzione dei Barbus C. è sicuramente il trasferimento dei genitori, al momento giusto,  in una nuova vasca e, in seguito, la tempestiva separazione degli stessi dalle proprie uova. Da questi accorgimenti dipende, in buona misura, la riuscita di tutta la nostra operazione.
La nuova vaschetta dovrà avere le dimensioni giuste per ospitare comodamente una o più coppie di scatenati inquilini ma non dovrà risultare troppo grande per i piccoli nascituri che dovranno cercarsi il cibo; dovrà essere dotata di un piccolo filtro meccanico e di un termoriscaldatore; questo tipo di pesci non è senz’altro noto per le cure parentali, al contrario, si rivela alquanto famelico, costringendoci ad una protezione forzata nei confronti della sua prole; per questo motivo dovremo fare in modo di creare un fondo che trattenga le uova ma che impedisca ai genitori di arrivare a cibarsene; una soluzione (quella per cui ho optato io) sono le biglie di vetro; almeno due strati sul fondo raggiungono egregiamente lo scopo; anche una rete posta ad 1cm dal fondo con fori adeguatamente piccoli può essere una soluzione; l’acqua che servirà a riempire la nuova temporanea dimora dovrà essere prelevata direttamente e unicamente dall’acquario dove vivono i genitori.
thumb_barbuspiccoliTempi e tempismi: a questo punto siamo pronti per cominciare l’avventura; ovviamente, tutta la fase di preparazione descritta in precedenza, sarà da ultimare nel momento in cui si noterà che  i soggetti, che abbiamo scelto per la riproduzione, sono pronti; bisognerebbe cercare di introdurre la coppia nella vaschetta quando la femmina è al “limite”; lo si capisce perché, quando il maschio la rincorre e le dà dei piccoli colpi, le uova escono a sbruffi!
In ogni caso, l’importante è che la femmina sia gonfia e che il maschio la rincorra.
La “luna di miele” dura tanto quanto basta a lei per sgonfiarsi. Questo può voler significare uno o due giorni al massimo. Non lascerei i Barbus troppo a lungo nella vaschetta; sono tremendi, cercano la loro “produzione” spostando il fondo di biglie a musate! Inoltre, alle uova fecondate bastano tra le 24 e le 48 ore per schiudersi… e non è un incontro amoroso quello tra genitori e figli, in questo caso!
Accrescimento: il giorno seguente la “rimozione” dei genitori, dovremmo già essere in grado di vedere le prime piccole larve affaticarsi su per il vetro. Il secondo giorno, la schiusa è al culmine e dovrebbe terminare, andando via via riducendosi, il terzo giorno;
dopo che i piccoli di Barbus si sono definitivamente liberati del proprio sacco vitellino,  li si inizia a nutrire con un latte apposito (Nobil Fluid JBL) da somministrare almeno 4/5 volte al giorno; questa fase può durare anche 2 settimane. E’, penso, il momento più critico, in cui si decide la maggior parte delle sorti dei piccoli pinnuti.
Dalla loro nascita e per circa una settimana, non ho effettuato cambi d’acqua. In questo periodo, ho tolto le biglie dal fondo una ad una in modo da non compromettere l’incolumità degli avannotti. Dopo questa fase, i cambi andrebbero fatti piuttosto di frequente (almeno uno ogni due giorni) e in ragione del 20% utilizzando l’acqua dell’acquario dei genitori;
nei giorni in cui si “allattano” i piccoli, si dovrebbe cominciare a preparare lo schiuditoio per poter somministrare loro i naupli di artemia, appena le loro boccucce lo consentiranno. Da qui a poco tempo si dovrà cominciare ad integrare i naupli con del cibo secco “polverizzato” e così di seguito, fino a che non diventeranno abbastanza grandi.


 

Spiacente, per lasciare un commento devi essere registrato.

Foto spot
Zeus.jpg