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Home Acquario dolce Allevamento e riproduzione Riproduzione scalari

Ogni acquario è una storia a sé. Un piccolo mondo che si crea ed ha caratteristiche in comune con altri mondi, ma allo stesso tempo si distingue per qualche caratteristica. Queste caratteristiche differenti sono opera dell'allestitore e di tante variabili indipendenti ed incontrollabili. Sì, perché la prima cosa che dobbiamo capire è che possiamo cercare di impostare tutti i valori dell'acqua al meglio, possiamo tentare di allestire la vasca nel modo che riteniamo più compatibile al mondo acquatico che vogliamo ricreare, ma alla fine è la natura a prendere il sopravvento e a stabilire un equilibrio tutto suo. Un equilibrio spesso inspiegabile, ma che è lì, sotto i nostri occhi, talvolta per creare crucci e problemi e altre volte per donarci un piacevole stupore.

Ecco la mia esperienza con gli scalari, di circa due anni fa.

Vasca da 100 litri netti,  5 scalari adulti, qualche cory sul fondo, un ancistrus.

Si è creata una coppia, il che è evidente dal modo di stazionamento e nuoto nella vasca: due scalari nuotano e riposano sempre insieme, mentre gli altri sono esclusi dalla vita di questa nuova coppia. Il  maschio, non particolarmente nervoso, solo ogni tanto allontana gli altri dalla sua femmina, quasi a voler marcare il territorio, se così si può dire.

Le condizioni dell'acqua sono pH6,8 gH7-8 kH4; nitrati 50 e nitriti a zero; fosfati mai misurati. I nitrati restano sempre un po' alti a causa del sovrappopolamento della vasca. In 100 litri non dovrebbero vivere più di 2 scalari. La temperatura è intorno ai 26°C, mentre per la riproduzione sarebbe auspicabile un valore di 28°C.

Dopo un cambio abbondante con conseguente abbattimento dei nitrati, la coppia inizia una frenetica pulizia di un piccolo angolo del vetro, in alto nella parte posteriore della vasca, e delimita il territorio allontanando con violenza e decisione qualsiasi pesce si avvicini; neanche i cory possono permettersi di stazionare sul fondo di quell'area.

In un paio di giorni accade ciò che qualsiasi acquariofilo desidera: una consistente deposizione di uova, tutte sane, che dopo un paio di giorni iniziano a muoversi freneticamente: i piccoli iniziano a mangiare il sacco vitellino.

In poche ore accade ciò che qualsiasi acquariofilo non desidera: i genitori mangiano tutte le uova perché hanno la sensazione di non poterle proteggere dagli altri abitanti della vasca.

Neanche due settimane dopo si ripete il solito rituale, ma questa volta le uova sono deposte su una foglia di anubias gigante. Stessa storia. Le uova non resistono più di qualche giorno...

Dopo l'ennesima deposizione ero davvero frustrata e ho preso la foglia con le poche uova ancora presenti, l'ho staccata delicatamente dalla pianta (per recidere la foglia va usata una forbice, non è il caso di strapparla) e l'ho messa in una nursery in tela. Durante queste operazioni mamma e papà scalare mi hanno morso ripetutamente... La nursery deve essere in tela perché gli avannotti di scalare possono tranquillamente uscire dalle fessure delle nursery in plastica che si usano per platy e guppy. Ho posizionato la nursery vicino all'uscita della pompa: per garantire acqua pulita ed ossigenata alle uova, ma in modo tale da non far investire la foglia da un flusso troppo violento. Bisogna trovare il giusto equilibrio per ottenere un'acqua quasi ferma, ma pulita. In qualche modo dobbiamo simulare l'ossigenazione che in natura assicurano i genitori scalari, andando ad agitare le pinne vicino alle uova.

Schiuse le uova ed atteso che i piccoli mangiassero il sacco vitellino, all'inizio del nuoto libero ho cominciato ad alimentarli con naupli di artemia fatti schiudere in uno schiuditoio artigianale e con infusori ottenuti lasciando macerare un pezzo di buccia di banana e un po' di mangime in granuli e scaglie (in un fondo di bottiglia di plastica lasciato a galleggiare in vasca - poco estetico ma ottimo perché a 26/27°C gli infusori si moltiplicano rapidamente).

I piccoli hanno subito gradito i pasti (da somministrare 5-6 volte al giorno, utilizzando una siringa) e son cresciuti tranquillamente nella nursery per oltre 1 mese.

I genitori ovviamente non riconoscono più i figli e non li difendono nemmeno, per cui bisogna garantire che gli avannotti non vengano attaccati. Tutti i pesci presenti in vasca infatti hanno iniziato immediatamente a cercare di "succhiare" gli avannotti che si andavano a posare sulle pareti in tela della nursery. Unica soluzione che ho trovato: mettere delle paretine in plastica attorno alla nursery e anche sul fondo, stando attenti a lasciare degli spiragli per garantire il ricircolo di acqua.

A circa due mesi di età i piccoli non potevano più stare nella nursery,  ma erano ancora troppo appetibili per i pesci adulti in vasca. Allora per qualche giorno ho messo i piccoli rimasti (solo due!) in una vaschetta di plastica, a galla nell'acquario, in modo che i piccoli capissero quanto grandi e cattivi fossero gli altri abitanti della vasca e che questi ultimi prendessero "visione" dei piccoli perdendo anche interesse... Ha funzionato.  Unica precauzione è fare dei cambi parziali dell'acqua degli avannotti in modo da non farli morire per innalzamento eccessivo di inquinanti, causato dalla mancanza di ricircolo dell'acqua.

Inoltre, inaspettatamente i genitori hanno in qualche modo riconosciuto i figli, infatti nuotavano sempre con loro... Oggi ho ancora in vasca mamma, papà e i due figlioli.

 

A seguito di ulteriore deposizione ho adottato immediatamente la tecnica della divisione della vasca con una rete in plastica, a fori molto stretti, senza nursery, lasciando da un lato genitori e uova e dall'altro tutti gli altri pesci. Inoltre ho utilizzato una piccola  e debole luce esterna da lasciare accesa, di notte, per non innervosire i genitori e per non indurli a mangiare le loro uova. Risultato: schiusa completa, senza uova ammuffite, a dimostrazione del fatto che i genitori sanno bene qual è l'angolo migliore della vasca per deporre le uova. Iniziato il nuoto libero ho usato la tela delle nursery per rivestire il bordo superiore della rete, per evitare che gli avannotti andassero dall'altro lato (gli avannotti stazionano nella parte alta, per cui non è necessario rivestire la rete fino in fondo).

Dopo circa un mese e mezzo ho rimosso il divisorio, dopo aver aumentato i possibili nascondigli per gli avannotti con l'inserimento di numerose piante. Della prole è sopravvissuto circa il 50%.

La scelta della nursery e della rete è risultata utile anche per i genitori. Inizialmente, per insicurezza, mangiavano sempre i loro piccoli. Con la rete hanno meglio sviluppato le loro capacità parentali, senza farsi più prendere da quegli attacchi di panico che li inducevano a mangiare i piccoli.

Nel corso di due anni ci sono state tante altre deposizioni con relative schiuse. La percentuale di sopravvissuti è sempre bassa, raramente supera il 50% perché l'acquario di comunità crea più difficoltà. Ma lasciar fare alla natura non è mai un errore. I "sopravvissuti" sono sempre molto sani e robusti. E ammirare le cure parentali dei Ciclidi, vi posso assicurare, sarà fonte di autentico stupore e orgoglio.

 

 

 

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Foto spot
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