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Home Fai da te Sfondo 3D, una soluzione semplice

A quanti di noi, dopo aver studiato a puntino flora e fauna, fatto notte fonda con le varie prove di disposizione di tronchi e rocce, finalmente pronti per gustare lo spettacolo di un acquario ricco di pesci e piante.... è capitato di scorgere, attraverso la lastra posteriore, l’orribile tappezzeria a fiorellini scelta, a nostra insaputa, dalla dolce metà? Spesso infatti ai nostri acquari manca qualcosa per completarlo esteticamente: uno sfondo adeguato. Molte sono le soluzioni offerte dal mercato: rotoli plastificati con fotografie subacquee, sfondi modulari in materia plastica, sfondi in poliuretano espanso dipinti a mano, etc..... Ma, spesso, vuoi per il pessimo risultato, vuoi per l’esagerato esborso da effettuare, non troviamo lo sfondo ideale ed affrontiamo il sentiero, aspro e tempestato di insidie, del fai da te. Ottimi risultati sono ottenibili, con pazienza, costanza, ed il talento di un Michelangelo o di un Canova, con la schiuma poliuretanica mista a sabbia o ghiaietto di varia granulometria; ottimi risultati si ottengono anche con sola schiuma poliuretanica ed il talento di un Van Gogh od almeno di un Ligabue. Essendo totalmente privo di alcuna capacità scultorea o pittorica ho costruito uno sfonfo tridimensionale usando unicamente lastre di polistirolo espanso, silicone acetico nero e ghiaietto di quarzo di granulometria fine di colore scuro.

Le lastre in polistirolo sono facilmente reperibili in qualunque negozio di bricolage, si possono anche facilmente recuperare da imballaggi industriali, a costo zero, come ho appunto fatto io trovando delle barre di polistirolo di cm. 22x6x70. La prima operazione da effettuare è di incollare assieme, utilizzando il silicone, i vari pezzi di polistirolo formando così un unico pezzo delle dimensioni volute, nel mio caso lo sfondo finito doveva misurare circa 70x50x12cm.

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Lasciato essiccare il silicone si passa alla seconda operazione da fare: scavare rientranze, concavità e grotte nel blocco in modo da dare l’idea di un masso di pietra ed in modo da creare ripari e nascondigli ai pesci bentonici. Sconsiglio l’uso (a differenza di quanto mi è capitato di leggere) di un saldatore a stagno, lo strumento rivelatosi più veloce e pulito è stato senza dubbio un coltellino per disossare, in breve tempo il polistirolo prende forma e dopo un ora circa di lavoro è pronto per la fase successiva.thumb_sfondo02
Giunti a questo punto inizia la fase meno creativa e più noiosa: l’applicazione del silicone e del ghiaino. Sistemiamo il nostro blocco sopra a dei fogli di giornale (ci serviranno per recuperare il ghiano di troppo). Occorre procedere a tappe, dividiamo mentalmente il nostro blocco in aree di circa 15x15cm. e con l’aiuto di una pistola per cartucce di silicone disponiamo sull’area prescelta un quantitativo decisamente abbondante di silicone, indossando un guanto in lattice lo spalmiamo uniformemente in modo da avere uno spesso strato. Attenzione a non risparmiare sulla quantità, per avere un buon risultato è necessario uno strato di silicone di alcuni millimetri. Immediatamente versiamo abbondante ghiaino sopra il silicone e premiamo con forza per farlo aderire. Dopo 24 ore giriamo con calma il blocco di polistirolo e recuperiamo il ghiaino.

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Occorre ripetere questa operazione varie volte, cercando di sincronizzare i vari movimenti, occorre infatti versare e spalmare il silicone il più velocemente possibile e versare il ghiaino prima che il silicone inizi a polimerizzare, in 5 minuti dobbiamo aver fatto tutto! Non resta poi che aspettare almeno 24 ore per togliere il ghiaino in eccesso e recuperarlo per riutilizzarlo. Per velocizzare la durata dell’intero rivestimento si possono fare anche due o tre aree al giorno, ma comunque servirà almeno una settimana di tempo prima di avere ricoperto interamente il nostro blocco con il ghiaino.

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Una volta rivestito completamente il grosso del lavoro è fatto.

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Rimane soltanto la collocazione in acquario. Occorre ricordare che il peso specifico del polistirolo espanso è bassissimo ed il nostro sfondo tenderà inevitabilmente a galleggiare; occorre perciò fissarlo saldamente alla vasca. Il fissaggio alla vasca è stato effettuato naturalmente con lo stesso silicone utilizzato fino a questo punto. Un abbondante dose di silicone è stata versata sulla parte inferiore dello sfondo ed è stato fissato alla lastra di fondo (attenzione a sagomare opportunamente il blocco se la vostra vasca ha dei tiranti tra lastra di fondo e parete posteriore). Per evitare il passaggio di acqua tra sfondo tridimensionale e lastra posteriore è stata fatta una sigillatura perimetrale sempre con silicone nero.

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Il risultato finale è soddisfacente:

 


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Foto spot
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