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Home Fai da te Mirabello 30: ristrutturiamolo

Molti di noi possiedono questo oggetto piuttosto diffuso: amato o meno che sia, il MIR 30 è a mio giudizio un acquario tutto sommato discreto ... ma pecca sicuramente sotto il punto di vista dell' illuminazione: vediamo di metterci una pezza e nel contempo di aggiungere qualche altra cosa più o meno utile per molti tipi di allestimento.

thumb_mir30Nell' articolo è descritta la procedura da me seguita per aggiungere una seconda lampada compatta analoga a quella di serie in quanto a potenza e tipo d' attacco, un' uscita per elettrovalvola comandata dal timer centrale, due (o più) led ni-light ed un' uscita per il comando, sempre da timer centrale, di una ventola a 12V atta a ridurre la temperatura quando necessario.
La premessa è quantomai necessaria in un articolo del genere: stiamo per trattare di un lavoro non complicato, chiunque possieda minime nozioni di bricolage o ancor meglio competenze professionali specifiche lo può realizzare ... però non è banale ne' immediato , va fatto con calma e ponderando ogni passo.
Con questa descrizione, spero di fornire spunti e di evitare alcuni errori a chi abbia intenzione di intraprendere quanto in oggetto.
Ricordo inoltre che parecchio del lavoro è inerente ad impianti che funzionano con tensione di rete, vale a dire a 230V AC ... quindi è oltremodo necessario porre la massima attenzione nel DISCONNETTERE DALLA RETE ELETTRICA l' apparecchiatura per tutta la durata delle modifiche e riconnetterla solo quando necessario per le prove curandosi SEMPRE di aver prima isolato tutte le parti sotto tensione .
Trattandosi comunque di materia per la quale come ho già detto è necessaria la conoscenza di base per lavorare in sicurezza, il sottoscritto non si ritiene responsabile per qualunque danno a persone o cose derivante dall' esecuzione di quanto scritto ed illustrato di seguito: se non vi sentite in grado di maneggiare con sicurezza circuiti elettrici vi invito a rinunciare o chiedere perlomeno la collaborazione di un amico o professionista in grado di operare correttamente.

Fatte le necessarie premesse sulla sicurezza, possiamo cominciare a descrivere quanto realizzato partendo da quel che il Mirabello 30 ci fornisce "di serie" , vale a dire una sola lampada compatta da 11W , normalmente modello VISI-LUX SUN con attacco G23 : lo stesso della serie Osram Dulux S che andremo a sostituire ... ora vedremo perchè.
Prima però preciso che il modello di Mir 30 in mio possesso è quello con timer incorporato, condizione non sine qua non ma assai vantaggiosa per sfruttare quanto vedrete e leggerete dopo.

Cercando d' esser breve (cosa che mi riesce purtroppo di rado come a tutti i pessimi articolisti), le piante acquatiche (come del resto le terrestri) per svilupparsi correttamente necessitano di nutrienti ed energia per poterli sfruttare: i nutrienti li forniamo noi tramite i fertilizzanti e la CO2 e li fornisce l' acqua tramite le deiezioni dei pesci ed i residui di cibo non consumato ... l' energia arriva dalla luce che le piante sfruttano tramite il processo fotosintetico. Se decidiamo di coltivare piante cosiddette "sciafile", cioè che necessitano di poca energia luminosa per assimilare i nutrienti ed accrescersi, non abbiamo bisogno di ricercare rapporti elevati fra potenza luminosa e volume d' acqua e ci possiamo tranquillamente accontentare di quanto le dotazioni standard della maggior parte degli acquari commerciali ci rendono disponibile, bilanciando di conseguenza i nutrienti aggiunti e quelli rilasciati in acqua dai pesci o comunque dalle sostanze organiche in decomposizione.
Se invece vogliamo dotarci di un acquario che ci permetta la coltivazione di piante più esigenti, è giocoforza muoversi per eliminare le carenze di luce quantitative (generalizzando ... i watt impiegati) e qualitative (il tipo di luce fornito).
Lasciando da parte le teorie personali e quelle degli esperti a molti di noi noti, si può dire che sia fondamentale sopratutto la possibilità di scelta in base alla propria esperienza , e questo non ci è permesso normalmente dalla presenza di un solo tubo fluorescente ... come nel Mir 30 standard. Molti di noi sanno che i risultati migliori si ottengono disponendo della possibilità di combinare più qualità di luce in base alle specie coltivate, dando più o meno importanza alla copertura dello spettro luminoso in base ai propri ragionamenti. E' importante inoltre poter raggiungere se possibile quantità di potenza luminosa impiegata che permettano di spaziare tranquillamente con specie e qualità di piante.
Nel mio caso, la quantità e sopratutto il tipo di luce presente nel Mir standard non era, a personale giudizio, per nulla soddisfacente, e quindi ho provato a rimediare. Avevo inoltre riscontrato la presenza nella vasca in oggetto di zone d' ombra ai lati posteriori che impedivano una copertura omogenea dell' area piantumabile.

Già che mettevo le mani nell' impianto, ho pensato che sarebbe stato utile collegare l' elettrovalvola che intercetta il flusso della CO2 al timer incluso nella plancia che comanda l' illuminazione, aggiungere un paio di led per simulare la luce lunare dovessi impiegare la vasca per la riproduzione dei ciclidi nani e predisporre un' uscita a 12V in corrente continua per alimentare e pilotare una ventola ausiliaria sincrona all' accensione dell' impianto luminoso, utile nei mesi caldi per abbassare la temperatura dell' acqua.

Lo schema elettrico dell' impianto di illuminazione standard è il seguente :
thumb_mir3000è molto semplice: nella parte posteriore della plancia v' è un foro di passaggio dove arriva il cavo bipolare che porta la tensione di rete ad un morsetto la parte anteriore del quale non è modificabile (e non serve modificarla) e quella posteriore alimenta il filtro ed il riscaldatore, che non ho citato, descritto o illustrato se non in minima parte perchè parte non soggetta a modifica alcuna.
Dal suddetto morsetto, partono quattro fili: fase e neutro di alimentazione del timer, un contatto (fase o neutro in base a come la spina viene collegata alla presa di rete) che va direttamente all' attacco dell' alimentatore e prosegue poi per il primo morsetto della lampada stessa ed uno, interrotto dal timer, che va al secondo morsetto ... nulla più.
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Possiamo verificare quanto descritto in questa foto, che illustra quanto visibile sotto il coperchio superiore della placia, rimovibile tramite le due viti poste negli angoli posteriori dello stesso. Anteriormente è fissato da tre alette, va quindi rimosso sollevandolo leggermente dalla parte delle viti e poi facendolo scorrere sempre verso quella parte. Negli schemi, per non complicarli troppo, non ho mai riportato i cavetti che dal morsetto di arrivo della tensione di rete vanno ai contatti di alimentazione del timer : non saranno comunque soggetti a modifica alcuna e non vanno quindi toccati. Per la cronaca, sono due dei quattro cavi bianchi rigidi che partono dal morsetto in questione.

Posteriormente, cioè dalla parte della plancia che da' sull' interno della vasca, è visibile quanto riportato nella foto seguente.
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Come sappiamo e possiamo osservare, c' è solo una lampada compatta, pur presentando il vano uno spazio evidentemente predisposto per contenerne una seconda. I buchi visibili al di sotto della lampada non permettono il montaggio immediato di un nuovo supporto ma solo l' agevole passaggio dei relativi fili, e nemmeno è predisposta una seconda coppia di perni di sostentamento : dovremo provvedere noi alle necessarie modifiche.
Prima di osservare quanto ci proponiamo di realizzare, vorrei specificare che le linee guida di tutta l' opera sono state le seguenti:


- SICUREZZA: tutti i materiali impiegati e l' assemblaggio degli stessi sono a norma e dimensionati a dovere per il carico che dovranno sopportare. Nello studio delle modifiche meccaniche è stato messo al primo posto il principio di NON CREARE ASSOLUTAMENTE VIE DI PASSAGGIO PER L' UMIDITA' dalla parte inferiore a quella superiore della plancia, nessun foro è stato praticato in modo tale da generarne e nessuna modifica ha inficiato la sicurezza della plancia derivante dalla progettazione della casa produttrice. Tutti i fori passanti per le viti o per la cavetteria sono stati realizzati fra camere stagne o fra esse e l' ambiente esterno.
E' stata inoltre predisposta sul coperchio superiore della plancia una griglia per lo smaltimento del calore inevitabilmente aumentato dalla presenza di un secondo alimentatore.
- FACILITA' DI MANUTENZIONE: tutti i componenti aggiunti che siano suscettibili di rotture sono stati fissati al circuito tramite morsetti o forbox , nessuna saldatura è stata eseguita se non assolutamente necessaria o fine ad una maggior sicurezza.

Vediamo adesso lo schema elettrico di quel che ci proponiamo di realizzare.
thumb_mir3000mod
Prima di tutto, i colori dei collegamenti e degli apparati distinguono la parte dell' impianto in bassa tensione (12V DC) da quello funzionante a 230V AC : più precisamente il primo è in rosso ed il secondo in nero.
Partiamo dalla sezione a 230V AC: come si vede dallo schema, il filo che dal morsetto di arrivo alimentazione va al timer per subirne il comando rimane inalterato ... non così quello che esce dal timer stesso verso l' utenza , che una volta era rappresentata dalla sola lampada.
Detto cavo, conduttore bianco rigido, è individuabile perchè è l' unico che parte dal timer e si introduce nel vano lampade attraverso l' apposita fessura sotto l' aletta centrale di bloccaggio del coperchio. L' altro filo che passa di lì proviene invece dall' alimentatore.
Il filo proveniente dal timer è uno degli elementi principali dove andremo ad operare: verrà sezionato ed unito a quanto segue tramite un forbox :

1) Contatto di comando lampada 1 (quello sezionato)
2) Contatto di comando lampada 2
3) Contatto di comando elettrovalvola CO2
4) Contatto di comando relais bassa tensione 2

Per "contatto di comando" si intende uno dei due "poli" collegati a queste apparecchiature ... non importa quale vista la natura alternata della corrente di rete. E' definito di comando perchè viene aperto o chiuso dal timer del Mir30.
le apparecchiature controllate dal timer sono collegate al secondo polo come segue :

LAMPADE: tramite gli alimentatori, che possiedono due morsetti : uno va collegato alla fase o al neutro e l' altro al polo rimanente della lampada stessa. Nel nostro caso, uno degli alimentatori è collegato alla morsettiera d' arrivo della tensione di rete dalla parte dell' alimenta zione filtro / riscaldatore con un cavo azzurro, l' altro in parallelo sul primo alimentatore con un cavallotto, sempre azzurro ... questo per non sovraccaricare di fili la morsettiera principale. Il secondo morsetto di entrambi gli alimentatori va invece a completare la connessione dei due tubi fluorescenti ... ricorderete che l' altro polo di ciascuno di essi era stato collegato al timer.

ELETTROVALVOLA: il contatto azzurro rimanente va sul morsetto principale dalla parte dell' alimentazione filtro/riscaldatore.

RELAIS COMANDO SEZ. 24V: idem come sopra.

Abbiamo così esaurito la descrizione della sezione a 230V AC, occupiamoci ora di quella a 12V DC partendo dal relais che la comanda. Questo componente è sostanzialmente un deviatore comandato dalla tensione di rete (230V AC): quando questa è presente la bobina si eccita e chiude il contatto detto "normalmente aperto", al quale è collegato il polo positivo del jack di alimentazione della ventola di raffreddamento. Quando invece la tensione di rete è assente, si chiude il contatto "normalmente chiuso", cioè quello a cui è collegato il polo positivo dei led notturni. Questo fa si che a luci accese sia alimentata la ventola di raffreddamento, ed a luci spente i led notturni. Detti led prevedono un ulteriore interrurrore manuale che sarà fissato sulla parte posteriore del coperchio atto ad escluderne l' accensione allo spegnimento delle lampade fluorescenti qualora non serva luce notturna.
Il polo negativo di ciascun led è poi collegato ad un resistore atto a provocare un calo di tensione da 12 a 2 volts, che è la loro tensione di lavoro; chiedetelo insieme ai led ed ai supporti di montaggio quando li comprate .
L' altro reoforo (contatto) dei resistori è collegato al polo negativo del jack da dove proviene la tensione a 12V. Il polo positivo di tale jack (sempre fissato al coperchio nel lato posteriore) è collegato al contatto centrale del relais.
Ancora due cose: la tensione a 12V è fornita da un alimentatore stabilizzato esterno. Il relais che ho usato io e del quale ho riportato il codice nello schema provede un doppio contatto per ciascun capo del del deviatore .. è quindi ovviamente indifferente quale tripletta di reofori viene utilizzata. Nello schema ho usato le sigle NC C NA per denominare i contatti in bassa tensione ... il significato è "Normalmente Chiuso, Comune, Normalmente aperto. Ripeto che al comune va collegato il positivo dell' alimentatore , a NC il positivo dell' impianto LED ed a NA il positivo della ventola di raffreddamento.

Vediamo ora una panoramica delle fasi di realizzazione di tutto quanto si è detto.
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La prima operazione da compiere è la rimozione del vecchio alimentatore, svitando i cavi rigidi collegati ai morsetti: uno proviene dal morsetto principale e l' altro va alla lampada. Estraendo l' alimentatore, si scopre il vano di contenimento che presenta un certo numero di perni filettati due dei quali (quelli che lo sorreggevano) hanno un cappellotto che ne aumenta l' altezza ed il diametro. A questi due perni fisseremo la basetta di supporto per i due nuovi alimentatori, più lunghi e stretti del precedente ... a loro volta avvitati alla basetta stessa. Ho usato all' uopo una mascherina di chiusura per gli alloggiamenti da 5"1/4 dei PC ... articolo di cui in grazia del mio mestiere dispongo in quantità . Ovviamente può andar bene qualunque altra basetta di materiale resistente al calore e dimensioni idonee.
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I 6 fori che ho praticato servono ai fissaggi descritti in precedenza. Quelli negli angoli permettono di avvitare i due alimentatori alla basetta, quelli centrali la basetta ai perni filettati preesistenti sulla plancia.
Per fissare gli alimentatori alla basetta, invece di usare viti e bulloni ho preferito servirmi di distanziali per circuiti elettronici (di cui dispongo per quanto già detto ma sono semplicissimi da reperire). In questo modo, oltre a bloccare come si deve gli alimentatori, la basetta, fissata solo al centro, dispone anche di quattro "piedini" di supporto ai 4 angoli.
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Nelle due foto precedenti si vedono i distanziali per scheda elettronica con relative viti (ce ne vogliono 4 + vite) e la basetta con i due alimentatori Osram 5-11W montati . Il tutto ora deve solo essere avvitato ai perni filettati nel vano dove abbiamo rimosso il vecchio alimentatore.
Prima di fissarlo però, per lavorare più agevolmente, dobbiamo sistemare il vano luci : rimuoviamo quindi le 6 viti autofilettanti che lo fissano alla parete inferiore della plancia. Poi occorre estrarre il supporto delle lampade : è la plancia in plastica bianca grande quanto il vano luci e si sblocca premendo sulle 2 coppie di alette ad incastro laterali. Facendo attenzione a non strappare i fili dal
supporto del tubo fluorescente, estraiamo la base bianca delle luci e riponiamola, estraendo anche il tubo presente dal portalampada.
Ora eseguiamo una prova di funzionamento degli alimentatori e dei nuovi tubi (nel mio caso due Osram Dulux S da 11W , un' 840 ed un 860). Nelle foto che seguono si vedono le confezioni dei nuovi tubi (anche di una 9W 840 che ho preso per poter eventualmente ridurre la potenza ma per ora non impiego) e i collegamenti volanti eseguiti con un cavo di collegamento 10A , un forbox per fissare uno dei due poli direttamente al cavo, il portalampada che poi useremo per montare il secondo tubo fluorescente e, ovviamente, l' alimentatore in serie sull' altro polo.
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Una volta verificato che i componenti funzionino correttamente (la prova va eseguita prima su un alimentatore e poi sull' altro con entrambe le lampade) possiamo proseguire nel montaggio.
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Nella foto è visibile la plancetta in plastica bianca che abbiamo precedentemente rimosso dal vano luci posto nella parte inferiore del coperchio del Mir30. Se osserviamo l' immagine notiamo a sinistra il secondo portalampade già fissato con viti e bulloni alla plastica (che va all' uopo forata). In linea con il nuovo portalampade ma a destra vediamo l' accrocchio assai artigianale ma altrettanto efficace che ho usato come fermo per la lampada : un supporto per i bastoni delle tende avvitato alla plastica .... si trovano per pochi centesimi nei brico o dai tappezzieri. I cavi di alimentazione si fissano al supporto della lampada ad incastro ... buona norma quindi ritorcerli come si deve e poi stagnarli, oppure mettere delle ganasce salvafilo per favorire la tenuta.
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.
Qui vediamo i due tubi inseriti per provarne la tenuta con la plancetta ancora staccata.
A questo punto, prima di rimontare la sezione delle lampade procediamo all' assemblaggio dei 2 led ni-light come da foto seguente. Vanno praticati due fori nella parte della plancia vicino alla nuova lampada, verso il basso perchè dietro la plancetta rimane più spazio per il collegamento dei due terminali ai fili, che va effettuato con due mammouth o due forbox.
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Ora mont iamo nuovamente la plancetta ed i tubi fluorescenti, ma attendiamo a riavvitare il coperchio trasparente fino alla prova finale dell' opera. Passiamo invece al collegamento degli alimentatori nella parte superiore. Per far ciò, avvitiamo semplicemente le due viti centrali ai perni filettati e serriamole per bene. poi procediamo ai collegamenti finali.
thumb_mir3018Occorre seguire lo schema iniziale per non "perdersi" ... però anche tener presente quanto detto all' inizio: se si procede a collegamenti semplificati e "diretti" tramite saldature nel caso di rotture o malfunzionamenti occorrerà munirsi di saldatore a vasca avviata ... io ho quindi preferito saldare solo certe giunzione (premunendomi poi di isolarle per bene con guaina termostringente) ma dove ho potuto ho usato i morsetti o i forbox. Per tutta la sezione a 24V DC tranne i collegamenti al relais, all' interruttore ni-light manuale ed ai jack ho usato due blocchi di mammouth fissati alla plancia con adesivo bicomponente rapido.
Altra cosa da tenere in conto è che la fessura di passaggio dei fili dal vano lampade a quello superiore diventa a questo punto insufficiente: abbiamo aggiunto 2 fili per il tubo fluorescente con un diametro minimo di 0,75mm (riferito al so lo rame) e 4 fili perlomeno da 0,25mm per i led. Occorre allargare la fessura ricavando uno stondamento co n una lima da ferro a sezione circolare come nella foto. 
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Fatto questo, tutti i fili passano agevolmente e si può finire il lavoro. Nelle due immagini seguenti, vi mostro i collegamenti prima per la sola parte a 230V (la più semplice) e poi completi ... con anche le morsettiere della sezione a 24V. La realizzazione delle connessioni tramite i mammouth una volta seguito lo schema va abbastanza a gusti , si opera tenendo conto di quanto più possa essere agevole.
L' impianto in tensione di rete rispecchia molto fedelmente lo schema: una volta piazzati gli alimentatori e fatti passare i cavi delle luci nel foro stondato con la lima si proceda a collegare allo spezzone di cavo in uscita dal timer un contatto
per ciascuna lampada fluorescente, uno dei due contatti dell' elettrovalvola ed uno dei due cavi della bobina del relais.
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Poi si connettano i due rimanenti contatti dei tubi fluorescenti ai morsetti di sinistra dei due alimentatori. Il morsetto di destra dell' alimentatore più vicino al vano luci lo si connetta con quello di destra dell' altro. Sullo stesso morsetto si esegua anche una connessione al morsetto di arrivo della tensione di rete, dalla parte dove è connesso il filtro/riscaldatore. ATTENZIONE : i cavi che si usano per eseguire i collegamenti elettrici, hanno colori identificativi che aiutano a non sbagliarsi, purtroppo quelli presenti nel MIR sono tutti bianchi tranne l' alimentazione di filtro e riscaldatore e l' arrivo della tensione di rete.
Tenete conto che il timer è collegato al cavo MARRONE proveniente dalla rete, quindi tutto ciò che ad esso è collegato fa riferimento a quel colore. Gli alimentatori dei tubi fluorescenti sono invece collegati all' altro polo, quello BLU ... ed è con i fili BLU del filtro/riscaldatore che l' alimantatore più lontano dal foro di passaggio dei fili verso le luci deve essere collegato. Con i cavi di comando di relais ed elettrovalvola CO2 è più semplice ... usate cavi blu e marroni e collegateli seguendo i colori ... il marrone al polo comandato dal timer ed il blu ai fili blu del morsetto di alimentazione filtro/riscaldatore.
Riferitevi sempre allo schema elettrico se avete dubbi !!!
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Nelle due foto precedenti abbiamo un esempio di come possano essere preparati i componenti per i quali si richieda la saldatura dei teminali. Nella fattispecie possiamo vedere i due jack (uno per l' alimentazione dello stadio a 12V DC ed uno per l' uscita verso la ventola) e l' interruttore d' esclusione led ni-light ... più un altro interruttore analogo che non è stato poi utilizzato. Si noti come tutte le saldature siano state isolate tramite guaina in plastica termoretraente .
Nella foto a fianco si vede invece l' opera terminata, salvo il fissaggio dei jack e dell' interruttore manuale alla parte posteriore del pannello che è stato eseguito poco perima dell' allestimento, onde consentire fino all' ultimo lo sgancio della plancia dalla vasca per le operazioni di pulizia ... visto che gli spinotti delle cerniere sono accessibili solo dall' interno del vano elettrico.
Osserviamo infine i gruppi di mammouth sulla sinistra:
il primo lungo vede l' arrivo del polo negativo 12V nel primo morsetto a DX (lato osservatore) : dal morsetto collegato posteriormente si dipartono le resistenze che entrano sempre posteriormente nel secondo e terzo morsetto. Nei morsetti corrispondenti lato operatore sono collegati i fili che vanno ai terminali negativi dei led.
Nel quarto morsetto lato operatore sempre partendo da DX verso SX arriva il polo positivo dal relay e nel morsetto corrispondente posteriore parte il filo che va all' interruttore manuale. Il ritorno dell' interruttore è sul quinto morsetto posteriore, e nel corrispondente anteriore sono collegati i positivi dei led. So che sono incrociati in quanto a colori ... ma me ne sono accorto troppo tardi e non avevo voglia di riaprire il vano luci ... voi stateci più attenti ;-)
Per quanto riguarda il mammouth a tre morsetti , sul primo (il + vicino all' osservatore) riceve a SX il polo negativo dal jack dell' alimentatore ed a DX è collegato al mammouth lungo descritto prima ed al negativo del jack per la ventola.
Il secondo morsetto riceve a SX il polo positivo dall' alimentatore 12V DC sempre attraverso il jack e a SX è collegato al comune del relais.
Il terzo morsetto a SX è collegato al contatto normalmente aperto del relais ed a DX va al polo positivo del jack ventola.
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Da questo articolo del quale ringrazio l' autore per l' idea ho copiato la tecnica per realizzare la griglia supplementare : http:/www.acquaportal.it/Articoli/Marino/Nanoreef/alessandro_verdini/. Non c' e molto altro da dire al riguardo se non che , viste le temperature d' esercizio ... è fondamentale che ci sia.
Bene ... pare proprio che sia arrivato alla fine, presento solo nell' ultima foto che seguirà l' aspetto del pannello posteriore con i jack di alimentazione circuito 12V e quello di uscita verso la ventolina di raffreddamento (che monterò se e quando servirà) oltre all' interruttore d' esclusione ni-light.
Vi ricordo, dopo aver eseguito una prova di funzionamento completa, di rimontare il coperchio trasparente e stagno (occhio alla guarnizione) del vano luci con le sue 6 viti .
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Ringrazio chi sia riuscito ad arrivare fin qui nella lettura e mi scuso per strafalcioni grammaticali , imprecisioni o quant' altro sarà sicuramente sfuggito alla rilettura visto che sono le tre e venti dopo la mezzanotte ;-)
è molto semplice: nella parte posteriore della plancia v' è un foro di passaggio dove arriva il cavo bipolare che porta la tensione di rete ad un morsetto la parte anteriore del quale non è modificabile (e non serve modificarla) e quella posteriore alimenta il filtro ed il riscaldatore, che non ho citato, descritto o illustrato se non in minima parte perchè parte non soggetta a modifica alcuna.Dal suddetto morsetto, partono quattro fili: fase e neutro di alimentazione del timer, un contatto (fase o neutro in base a come la spina viene collegata alla presa di rete) che va direttamente all' attacco dell' alimentatore e prosegue poi per il primo morsetto della lampada stessa ed uno, interrotto dal timer, che va al secondo morsetto ... nulla più.

 

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Foto spot
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