Aquadom
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« Risposta #16 inserito:: 06 Ottobre, 2011, 13:00:23 » |
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Ciao a tutti. E’ sempre molto difficile esprimere giudizi. E’ molto facile cadere nella tentazione di criticare, non altrettanto semplice ponderare gli esatti pesi che si pongono sul piatto della bilancia quando si organizzano manifestazioni imponenti come è stata Napoli Aquatica. Io, e per me tutta Aquagarden, siamo stati presenti come semplici supporters dell’acquario di piante. Abbiamo provato a tenere alta la bandiera dell’Aquascaping italiano attraverso alcuni autentici talenti che non volevano dimostrare nulla a nessuno se non che ci si può divertire, condividendo la passione per l’acquario, anche quando il tempo e le distanze provano a dividere piuttosto che unire. Alcuni di noi hanno anche cercato di dare una mano all’organizzazione ed il solo fatto che abbiano provato a farlo, che lo abbiano fatto gratuitamente, sottraendo il proprio tempo libero ad altre occupazioni, credo meriti rispetto. Il rispetto, a mio avviso, deve sempre precedere ogni considerazione. Se avessi pagato il biglietto non mi sarei aspettato di trovare nulla di più o di diverso da quello che ho trovato: discus eccezionali, qualche stand interessante e poi le “solite” cose che si vedono nelle fiere dedicate all’acquariofilia. Nel mezzo ci sta anche qualche pesce morto, qualche acquario già collassato prima ancora di partire e gli addetti del settore che faticano come non mai a provare a rimanere a galla. Tutto questo, però, l’ho vissuto di sbieco, non ero lì per giudicare ma soltanto per (ri)vedere i “miei” ragazzi, quelli che smontano gli acquari dopo sei mesi, che discutono due mesi sulla saturazione da CO2 o che sbraitano se si inserisce un pesce in acquario prima che il lay out sia completo. Aquagarden è così, almeno se la vedi da fuori. Poi magari fai a gara per entrarci, ti solletica l’idea di diventare parte di quella strana ed allargata famiglia. Conosco ogni singolo neurone dei cervelli di Aquagarden e, credetemi, l’arroganza e la “spocchiosità” non abita lì. Li conosco tutti, nessuno escluso. So come scrivono, come pensano, come potano le piante… Sono persone straordinarie che ho il privilegio di rappresentare in occasione di manifestazioni che interessano l’hobby che ci unisce da più di dieci anni. E’ per questo che non mi tiro mai indietro, perché il rispetto e l’affetto che nutro nei loro confronti confonde ogni impulso negativo che mi indurrebbe a dire “no”. E’ per loro che esiste Aquagarden ed è per loro che ogni volta che ne ho la possibilità mi tuffo a capo fitto o provo a volare sul trapezio senza rete di protezione. Ogni tanto ci sta anche una capocciata, qualche bernoccolo, come pure una delusione per qualcosa che non è andata esattamente come avremmo voluto. C’è sempre un’ansia da prestazione per il timore di non deludere le aspettative, per paura di non riuscire a strappare un consenso, ma non per questo ci si demoralizza. Proviamo e riproviamo fino a quando, finalmente, riusciamo a centrare l’biettivo. Insomma, Napoli Aquatica è stata per me soltanto una meravigliosa occasione e non posso che ringraziare Christian Pedone per l’opportunità che mi ha dato e Livia per l’impareggiabile senso di abnegazione che ha dimostrato. Certo, tutto è migliorabile, c’è ancora tanto da fare, tanto da rivedere e correggere, qualcosa da rivalutare, ma fa tutto parte del grande circo che ogni volta si monta e si smonta. Alcune critiche che ho letto le ho condivise perché le ho trovate legittime ed utili, altre mi sono sembrate eccessive e comunque ingiuste, indipendentemente dal merito delle questioni sollevate. Il mio è soltanto un punto di vista. Lungi da me l’idea di imporre una mia convinzione o di criticare l’altrui opinione. Penso, tuttavia, che il rispetto per il lavoro altrui debba avere un peso specifico ben più alto di quello della critica, certo come sono che un sorriso valga mille volte più di più di una critica fine a se stessa. No so se e quando avremo ancora l’occasione per rivederci, ma state certi che quel giorno saremo ancora tutti lì. Appassionatamente.
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