Ogni volta che si parla di piante, ci viene riproposta la fotosintesi clorofilliana, che pur essendo un agomento trattato fin dai primi anni scolastici è tuttora argomento di studio dei Biologi.
Dovendo trattare le esigenze delle piante ho pensato di riassumerne le funzioni in questi appunti.
Possiamo definire le piante come organismi autotrofi per la capacità di trasformare, grazie all’energia luminosa, sostanze inorganiche quali anidride carbonica ed acqua in sostanze organiche come i carboidrati.
La fotosintesi clorofilliana può essere suddivisa in due fasi:
la fase luminosa: durante il quale avviene il processo di trasformazione da energia solare ad energia chimica;
la fase oscura (che avviene anche di giorno): durante la quale avviene la fissazione del carbonio ovvero l'anidride carbonica si trasforma in zucchero.
Per comprendere meglio come avviene il processo fotosintetico, basta osservare una foglia. La prima cosa che si può osservare è il colore, questo è motivato dalla presenza di corpuscoli (cloroplasti) che contengono pigmenti, dei quali tra i più importanti: la clorofilla di tipo A e di tipo B di colore verde ed il carotene di colorazione arancio.
|
(foglia di Vallisneria vista al microscopio, dal quale sono visibili le cellule con tipica forma a “mattoncino” cui sono contenuti i cloroplasti di forma circolare e di colore verde) |
I pigmenti hanno la funzione di trattenere dall'energia solare i fasci luminosi, prevalentemente rossi ed in minima parte blu, riflettendo le lunghezze d’onda verdi in quanto meno utilizzate. Proprio questa riflessione della luce verde fa percepire all’occhio umano, il colore verde delle foglie.
La luce assorbita innesca immediatamente l'eccitazione delle molecole di clorofilla che di conseguenza crea spostamenti di elettroni all'interno degli atomi, dando inizio così alla formazione di energia. L'energia a sua volta fa avviare il processo di scissione delle molecole dell'acqua (H2O) dal quale saranno rese disponibili gli atomi di:
| (Micranthemum umbrosum con perlinatura) |
Ossigeno (O), considerato l'elemento di scarto quindi rilasciato dalla pianta;
Idrogeno (H), che reagendo con l'anidride carbonica produce lo zucchero, utilizzato dalla pianta per svolgere le proprie attività vitali.
Pertanto un blocco del processo fotosintetico potrà essere motivato, dall’insufficienza di CO2 o da un’illuminazione inadeguata anche solo per lo spettro fornito e si manifesterà con la perdita di colore delle piante.


