Questi appunti sono mirati al trattamento delle piante prima di essere coltivate ed al suggerimento della loro disposizione al fine di avere un acquario armonioso.
Pulizia delle piante
Le piante prima di essere coltivate dovranno essere pulite minuziosamente della lana fertilizzata (grodan), che ne avvolge le radici, aiutandosi per l’operazione di uno strumento appuntito. Dovranno essere tolte le foglie vecchie e con un paio di forbici bisognerà cimare le radici, riducendone la lunghezza ad 1cm, operazione che favorirà l’acclimatazione delle nuove piante in acquario.
Atresì dovrà essere eliminato l’anello di piombo presente nelle piante a stelo vendute in mazzetto.
Prima di essere messe a dimora, le piante dovranno essere disinfettate e lavate con acqua corrente fresca.
Disposizione delle piante
Al fine di evitare spostamenti continui, capaci di danneggiare l’apparato radicale e la struttura della pianta, è sempre consigliabile disegnare il progetto da seguire per la disposizione, rispettando le distanze tra una e l’altra sulla base del futuro sviluppo.
Per facilitare la messa a dimora delle piante, si dovrà far uso di apposite pinze, con le quali sarà agevolato l’inserimento dell’apparato radicale nel substrato.
La piantumazione di un acquario può essere considerata un’attività artistica pertanto rifletterà lo stile ed il gusto di chi lo realizza.
Malgrado la premessa, ci sono alcune regole da osservare per migliorare l’estetica, tra queste la cura volta a far aumentare l’effetto di profondità all’acquario. Questa potrà essere ottenuta disponendo il substrato in senso obliquo, più alto nella parte posteriore scemando nel primo piano dell’acquario. La messa a dimora delle piante dovrà rispettare la stessa regola, lasciando le più alte nella parte posteriore scalando fino ad arrivare nella zona frontale dedicata alle piante di piccola dimensione.
Tra le piante adatte ad occupare la parte posteriore, si può citare la Vallisneria spiralis e nel caso di acquari di piccole dimensioni anche le specie a crescita veloce come la Limnophila sessiliflora, Bacopa caroliniana ed il Ceratophyllum demersum, mentre si dovrà concentrare l’attenzione nella coltivazione delle piante dedicate alla parte centrale, che fungerà da punto di richiamo. Questa sarà la posizione delle piante dai colori più intensi o con un apparato fogliare importante cui lasciare ampio spazio capace da renderle protagoniste. Tra queste i generi delle Ninfee, Anubias e le Echinodorus; evitando le specie con sviluppo importante nelle vasche da dimensioni ridotte.
Il primo piano potrà essere dedicato alla coltivazione della Cryptocoryne wendtii o della Sagittaria platyphylla.
L’arredamento dell’acquario si può arricchire mediante l’utilizzo di legni o sassi, questi potranno essere utilizzati per ancorare, mediante un semplice filo di nylon le piante Epifite.
Negli acquari aperti, si potrà aumentare il fascino con la coltivazione delle piante galleggianti capaci di mostrarsi anche con la loro infiorescenza. Questo è il caso di molte Ninfee e del Giacinto d’acqua.
Le piante donando un aspetto gradevole all‘acquario, nell’assorbire i nutrienti presenti nell’acqua, contrasteranno lo sviluppo delle alghe, contribuendo al bilanciamento dell’ecosistema che intenderemo creare. Queste condizioni si potranno avere solo rispettando i valori chimici e la temperatura richiesta dalle specie che intenderemo coltivare; altresì bisognerà fornire la quantità di luce necessaria a far svolgere la fotosintesi clorofilliana.
Generalmente gli acquari commerciali non sono dotati di un impianto d’illuminazione che permetta la coltivazione di piante molto esigenti. Cimentarsi sulla coltivazione di piante esigenti in illuminazione, segnerebbe solo un fallimento. Prendendo per buona la regola della proporzione dei Watt in rapporto alla capienza in litri dell’acquario, spesso ci si troverà ad avere un rapporto pari allo 0.3. Se è vero che in questo caso la scelta delle piante è ridotta a poche specie, questo potrà comunque diventare un acquario ben piantumato, così come dimostrato in questo allestimento:
| 1) Ceratophyllum demersum 2) Bolbitis heudelotii (ancorata alla radice) 3) Vesicularia dubyana (ancorata alla radice) 4) Sagittaria platyphylla 5) Anubias barteri nana (ancorata alla radice) 6) Echinodorus parviflorus 7) Microsorum pteropus 8) Crinum natans |
Ovviamente questo è un puro esempio, così che le piante potranno essere sostituite o integrate con l’Hygrophila polisperma, Cryptocoryne wendtii o beckettii e se l’acquario fosse abbastanza capiente (100L) si potrebbe inserire l’Echinodorus ozelot.
(foto scattate durante la dimostrazione del Maestro Nardelli presso l'Azienda Abissi, che gentilmente ne ha dato il consenso alla pubblicazione)


