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Home Il primo acquario Acquario d'acqua dolce Le piante in acquario

thumb_scrcio788.jpgQuando allestiamo un acquario i nostri obiettivi spesso mirano all’armonia ed alla ricreazione di un piccolo ecosistema. Se per l’aspetto armonioso e naturale influisce la nostra vena artistica, la ricreazione del piccolo ecosistema è oggetto di molteplici studi, uno dei quali senz’altro mosso alla conoscenza delle piante.

Le piante dedicate all’acquariofilia possono essere divise in diverse classi: Briofite; Pteridofite; Angiosperme monocotiledoni e dicotiledoni.
Le BRIOFITE: comprendenti Muschi ed Epatiche, sono tra i primi organismi vegetali ad aver colonizzato la terra emersa, la cui formazione fa supporre una diretta discendenza delle alghe verdi. Capaci di adattarsi sia alla vita sommersa che emersa, sono prive di fiori, frutti e semi, così che la riproduzione è resa possibile solo in presenza di acqua, grazie al quale i gameti maschili (anterozoidi) trasportati all’interno dell’organo sessuale femminile (archegonio), fecondano l’uovo dando origine allo zigote ed allo sviluppo dello Sporofito, dal quale vengono rilasciate le spore che producono nuovi Gametofiti, ossia le nuove piante. Alternando così la generazione per mezzo del gametofito (aploide) a quella per mezzo dello sporofito (diploide).
thumb_riccia.jpgDi dimensioni ridotte e prive di radici riescono ad ancorarsi per mezzo di strutture filamentose chiamate rizoidi.
Tra le epatiche si può citare la Riccia fluitans, molto comune(nella foto legata al fondo),   mentre tra i muschi altrettanto comune è la Vesicularia dubiana.

Le PTERIDOFITE o felci, come per le Briofite non sviluppano fiori frutti ne semi, alternando la riproduzione aploide a quella diploide (alternanza comunque comune a tutte le piante). La riproduzione aploide avviene per mezzo il rilascio delle spore, dal quale nasce la nuova pianta (protallo), nel quale possono essere presenti sia gli organi sessuali maschili (anteridi) che quelli femminili (archegoni), che unendosi danno via alla riproduzione diploide con la nascita di nuove felci.
Di dimensioni variabili in base alla specie presa in esame, prediligono gli ambienti umidi.
Di interesse acquariofili sono i generi Bolbitis e Microsorum.    
Le ANGIOSPERME o piante con fiore, differiscono dalle prime due classi per la presenza di fiori, frutti e semi.
I fiori sono formati da quattro tipi di foglie. Le più esterne sono i sepali, aventi la funzione di proteggere la gemma floreale prima che il fiore sbocci. All’interno dei sepali sono situati i petali, dotati di ghiandole che secernono sostanze zuccherine atti ad attirare gli insetti impollinatori. Protetti dai petali si trovano gli stami, rappresentati da lunghi filamenti sopra i quali è presente il polline nel quale sono contenuti i gameti maschili. La parte centrale del fiore è riservata ai carpelli, ognuno dei quali contenente un ovario che a sua volta contiene gli ovuli ovvero i gameti femminili.
Con la fecondazione l’ovulo si trasforma in seme che con l’ovario costituisce il frutto.
Le Angiosperme si dividono in due classi: le MONOCOTILEDONI e le DICOTILEDONI. Questa classificazione è data dal numero delle foglie embrionali presenti nel seme, chiamate cotiledoni. Nelle monocotiledoni è presente solo un cotiledone, diversamente dalle dicotiledoni dove l’embrione generalmente presenta da 2 a 4 cotiledoni. Le due classi si distinguono anche per la morfologia delle piante, così che se nelle monocotiledoni le foglie mostrano venature parallele, nelle dicotiledoni le foglie presentano generalmente venature reticolate e mai parallele.
Queste due grandi classi di piante vengono suddivise in numerose sottoclassi, alle quali sono assegnate  tutte le piante da acquario.
Visto che questa classificazione evidenzia il sistema riproduttivo delle piante, che in acquario è spesso limitata alla propagazione per talea o per stolone, personalmente preferisco dividerle più semplicemente in due gruppi: le Idrofite e le Alofite.

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Heteranthera zosterifolia,un esempio della classe
delle Monocotiledoni famiglia Pontederiaceae

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Nimphea lotus, un esempio della classe delle Dicotiledoni famiglia Nymphaeaceae


Le IDROFITE
A questa classe appartengono le vere piante acquatiche, che compiono il loro ciclo vitale in condizioni totalmente sommerse ed in ogni caso a stretto contatto con l’acqua.
Tra le più commercializzate possiamo trovare quelle appartenenti ai generi: Ceratophyllum, Egeria, Elodea, Myriophyllum, Vallisneria e qualche volta anche Hydrilla.
Sempre a questa categoria appartengono le Piante Galleggianti, chiamate così per la loro predisposizione nel fluttuare liberamente in superficie dell’acqua. Tra le più diffuse nel mercato acquariofilo troviamo i generi Pistia e  Salvinia.
Le ELOFITE
Più comunemente conosciute come Palustri, sono piante che si adattano a vivere sia in forma emersa che sommersa. Questa capacità sviluppata per assecondare le caratteristiche climatiche, fa sì che molte specie modifichino il loro apparato fogliare nella condizione sommersa rispetto quella emersa.
Proprio questa caratteristica, che ne determina la facilità nella coltivazione, ha fatto sì che le società coltivatrici investano il loro impegno verso questo genere di piante, comportandone la costante offerta nel mercato acquariofilo.
Purtroppo tra queste possiamo trovare piante adatte a vivere esclusivamente in paludario che se forzate alla vita sommersa deperiscono velocemente. Un esempio sono i generi: Dracaena, Fittonia ed Acorus.
Da qui l’esigenza nel saper scegliere le piante che decideremo di coltivare nel nostro acquario. Scelta non sempre facile, pertanto oltre che studiare anticipatamente le specie che decideremo di acquistare, potremo affidarci al nostro spirito d’osservazione, considerando che in linea di massima le piante adatte alla vita sommersa presentano foglie nastriformi o lanceolate di consistenza tenera, con fusto spesso spugnoso, di scarsa peluria e mai da colori appariscenti. Queste se estratte dall’acqua spesso si afflosciano in quanto sprovviste del tessuto legnoso presente nelle piante terrestri.
Tra le piante Palustri esistono alcune specie capaci di ancorarsi ai legni ed ai sassi, senza particolari esigenze in fattore di luce e di sostanze nutritive, ossia le Epifite. Tra queste i generi: Anubias, Bolbitis, Microsorum, Riccia e Vesicularia.
La scelta delle piante dovrà essere condizionata dalle specie di pesci che si vorranno allevare, evitando così piante a foglia tenera nel caso d’allevamento dedicato a fitofagi.

 

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Foto spot
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