Nel trattare quest'argomento, rimando alla lettura dell'articolo scritto da Maurizio Gazzaniga in quanto la mia ripetizione non potrebbe mai avere una comprensione migliore di quella da lui esposta nel trattare un argomento del quale ha piena proprietà .
Quindi assodata l'importanza dei nutrienti minerali e non minerali, per stilare un programma di fertilizzazione valido, oltre la conoscenza degli elementi indispensabili per vita delle piante, é necessario capire come gli stessi vengono acquisiti.
In questi appunti ho parlato della [[fotosintesi clorofilliana]], grazie alla quale la pianta per mezzo delle foglie trae energia, ma osservando una foglia si può notare una fitta rete vascolare evidenziata dalle nervature, se le nervature per molte specie sono l'unico sostegno, in tutte le piante rappresenta il mezzo attraverso il quale scorrono i nutrienti.
I nutrienti e l'acqua vengono assorbiti ed immagazzinati dalle foglie, trasferiti poi nella pianta attraverso il fusto fino alle radici. Le vere piante acquatiche mostrano un apparato radicale ridotto ed avente la sola funzione atta all'ancoraggio della pianta al substrato. Al contrario l'apparato radicale delle piante palustri é molto sviluppato, questo oltre svolge la funzione di ancorare la pianta al substrato, partecipa con le foglie all'assorbimento dei nutrienti. Pertanto il successo nella coltivazione delle piante palustri sarà reso possibile solo con l'utilizzo di un substrato fertilizzato.
La zona del substrato occupata dalle radici viene chiamata rizosfera, in questa le radici rilasciano ossigeno, grazie al quale i batteri riescono a decomporre la materia trasformandola in nutrienti. La materia potrà derivare dai residui di cibo o dai residui organici dei pesci e solo grazie all'attività dei batteri i nitriti si trasformano in nitrati, capaci di soddisfare la richiesta di Azoto, altresì gli acidi organici prodotti dalle radici si legano con i minerali evitando che questi reagiscano con altre sostanze, ovvero si chelano, rendendone facile l'assimilazione.
In pratica se un filtro esterno/interno fornisce la base per l'insediamento della flora batterica, il fondo di un acquario ben avviato, può essere considerato il filtro naturale, ma oltre questo pregio, renderà possibile l'uso di fertilizzanti direttamente nel substrato, così che questi vadano esclusivamente a favore delle piante.
Se ne deduce pertanto la possibilità (data alle persone esperte), di avviare un acquario senza filtro interno o esterno, dove la depurazione dell'acqua é affidata esclusivamente alle piante ed al substrato.
Il mercato offre diversi prodotti per fertilizzare e questi appunti non vogliono rappresentare nessuna propaganda, semmai personalmente consiglio di volgere le proprie scelte ai fertilizzanti ove é indicato il contenuto, così da essere certi di fornire tutti gli elementi indispensabili alle piante. In questo modo si potrà far uso di fertilizzanti:
in pastiglie, per reintegrare i minerali del substrato;
liquidi di base, capaci di soddisfare la richiesta di tutti gli elementi resi di facile assimilazione per la presenza di agenti chelanti. Questi dovranno essere privi di composti azotati e di fosfati in quanto già presenti nelle vasche avviate;
concentrati, per l'apporto del solo ferro o del potassio, che nell'acqua tendono a precipitare per la forte presenza di ossigeno.
Se un piano di fertilizzazione adeguato permetterà la crescita rigogliosa delle piante, l'uso improprio di questi prodotti favorirà l'inquinamento dell'acqua favorendo lo sviluppo delle alghe. Per questo motivo nei primi 15 giorni dalla piantumazione della vasca, non si dovrà operare alcuna fertilizzazione, se non quella fornita con l'erogazione di CO2, poiché appena coltivate le piante subiscono un periodo di stasi.
Concludo questi appunti nella speranza di aver contribuito, anche se sommariamente alla conoscenza delle piante, così da evidenziarne l'importanza puramente estetica ma soprattutto la capacità di creare un equilibrio al piccolo ecosistema che si svolge all'interno di un acquario.


