Articolo di Manu
Il primo acquario crea sempre una serie di dubbi e preoccupazioni; non è poi così semplice creare un piccolo angolo di natura dove tutto sia ben armonizzato, soprattutto se siamo all’inizio.
Proviamo a vedere quali sono i primi accorgimenti da seguire:
La vasca
è bene cominciare fin dall’inizio con un acquario medio-grande, è biologicamente e chimicamente più stabile di una vasca piccola e darà meno problemi di manutenzione,
Andrà bene una vasca da 80/100 litri (spazio permettendo) collocata su un giusto supporto, poiché l’acquario una volta allestito e riempito d’acqua pesa moltissimo.
Il riscaldatore
per una vasca così andrà bene un termoriscaldatore da 100 Watt,
che andrà regolato con una speciale rotella sulla temperatura desiderata, per la maggior parte delle specie tropicali d’acqua dolce è circa 24/26°C (soprattutto se desideriamo un acquario di comunità). Dovremo poi mettere lontano dal termoriscaldatore un termometro per acquari, in modo da tener sotto controllo il suo funzionamento.
Quando d’estate la temperatura diventa elevata non bisognerà spegnere il termoriscldatore, perché questo si accenderà solo se la temperatura si abbasserà sotto i gradi impostati; in questo modo non vi sarà nessun consumo e non rischieremo che i pesci si ammalino d’ichthyophthirius, la malattia dei puntini bianchi provocata appunto dal brusco abbassamento di temperatura.
Illuminazione
per l’illuminazione in acquario useremo dei tubi neon specifici da acquistare nei negozi d’acquari; solitamente si calcola un watt di luce per ogni due litri d’acqua.
Se si ha la possibilità di usare due tubi neon, bisogna acquistarne uno a luce bianca per i pesci e uno a luce fitostimolante per le piante, che spesso presenta una luce lievemente rosata.
Se possiamo inserire solo un tubo neon allora penseremo a quello fitostimolante, dato che in acquario le piante non possono mancare.
Il periodo di luce va dalle 10 alle 12 ore.
Filtro
è il cuore dell’acquario, purifica l’acqua meccanicamente e biologicamente;
nei materiali filtranti come i cannolicchi vi s’insedieranno i batteri utili per non avere inquinamento (ammoniaca/nitriti) in vasca e per questo che non vanno mai toccati.
Il carbone attivo è meglio usarlo solo per togliere residui di medicinali o per togliere eventuali ingiallimenti dell’acqua causati dalle radici, dopo circa 5/6 giorni si toglie e se necessario si sostituisce.
Attenzione all’uso di antibiotici perché uccidono i batteri che si sono insdiati nel filtro causandone così un collasso ed un aumento pauroso di nitriti.
In un acquario del genere la portata della pompa dovrà essere almeno 190 l/h.
Il fondo
prima di mettere almeno 5 cm di ghiaino o sabbia, bisogna mettere un buono strato di concime, per garantire alle piante un buon attecchimento.
Poi una volta arredato il fondo possiamo passare a inserire gli altri componenti quali: radici, pietre (non calcaree), bisogna far bollire molto le radici e lavare con acqua bollente tutte le pietre…; se si possono evitare galeoni sommersi e altri arredi simili è meglio, poiché privi di naturalità…
Ora si può iniziare a riempire la vasca, mettendo un piatto sul fondo in modo da non sollevare tutta la sabbia!
Non riempiamo tutta la vasca subito facciamo prima arrivare la temperatura a 24°C e poi inseriamo le piante.
Sono importanti le piante perché depurano l’acqua, assumono i nitrati, danno ossigeno ai pesci e offrono ripari ai pesci timidi o ai piccoli avannotti.
Sono particolarmente indicate le piante a crescita veloce: ceratopteris, cabomba, ludwigia, ceratophyllum demersum, egeria, myriophyllum.
Bisogna togliere quella spugna che avvolge le piante al momento dell’acquisto, perché inquinante e tagliare uno o due cm di radice per rinforzarle; è importante anche non immettere subito le piante ma disinfettarle con cura.
Quando l’acquario sarà completamente riempito, bisogna mettere il biocondizionatore (da utilizzare sempre nell’acqua nuova per i futuri cambi parziali) che toglie il cloro e un attivatore batterico (seguendo le istruzioni), per aiutare il filtro a maturare.
A questo punto non ci rimane che aspettare ancora due settimane prima di poter inserire i primi pesci e nel frattempo potremo ammirare il nostro acquario e correggere qualcosa se fosse necessario.
Ora arriviamo ad un punto dove purtroppo spesso si sbaglia o non si calcola proprio: i test per misurare i valori principali dell’acqua.
I Test fondamentali quando siamo all’inizio sono: ammoniaca, nitriti, ph, gh, kh.
Prima di riempire l’acquario dobbiamo analizzare quali valori ha la nostra acqua per poi decidere quali specie sono adatte al nostro primo acquario.
Generalmente se non vogliamo troppe complicazioni si può usare l’acqua del nostro rubinetto che spesso però ha ph (livello di acidità e alcalinità) e gh (durezza totale) abbastanza elevati, limitando così la scelta dei pesci.
Per diminuire il ph esistono vari metodi
la torba, far bollire l’acqua con conseguente precipitazione di carbonati e bicarbonato (kh), miscelare l’acqua del rubinetto ad acqua distillata acquistata in farmacia.
Per diminuire il gh
miscelarla ad acqua d’osmosi o utilizzare sola acqua d’osmosi aggiungendo però dei sali specifici (acquistati al negozio d’acquari) per arrivare alla durezza totale desiderata.
In tal modo possiamo orientarci su vari pesci, ricordando però che quasi tutte le specie in commercio necessitano di un ph da 6,5 a 7,5, fatte eccezioni per specie particolari.
Però come detto prima, spesso chi inizia preferisce utilizzare sola acqua di rubinetto, per non avere troppe complicazioni, ma non ci si deve dimenticare che in ogni caso è necessario utilizzare un buon biocondizionatore che neutralizza il cloro e i metalli pesanti letali per i pesci.
Detto questo proviamo a prendere in considerazione che l’acqua abbia dei valori di ph da neutro ad alcalino (7.0/7.5) ed un gh medio/duro (12/20) e che vogliamo orientarci (consigliato) su specie abbastanza robuste, che occupino i vari livelli dell’acqua: superficie, centro e fondo, in modo da esser ben distribuiti e non affollati in un'unica zona.
Possibili combinazioni dei pesci adatti in questo tipo di acquario (100 litri ) osservando anche la compatibilità caratteriale tra le specie:
1° combinazione
Fondo: 4 otocinclus affinis, terranno sotto controllo le alghe in acquario, 6 corydoras
Centro: 3 trichogaster ( 1 maschio e due femmine)
Superficie: 2 colisa lalia ( una coppia )
L’allestimento di questa combinazione dovrà prevedere moltissime piante, anche galleggianti;
il fondo è meglio allestirlo con sabbia scura, ciotoli e radici.
l’acquario deve essere ben coperto e non devono esserci correnti d’aria fredda sulla superficie dell’acqua, perché gli anabantidi (trichogaster e colisa lalia) raggiungono la superficie per respirare anche l’aria atmosferica; anche i corydoras, risalgono di tanto in tanto in superficie.
2° combinazione
Fondo: 1 ancistrus terrà sotto controllo le alghe in acquario, 6 corydoras
Centro e superficie: 3 guppy (1 maschio e due femmine), 3 portaspada (1 maschio e due femmine)
Anche in questo caso bisogna provvedere ad un’abbondante vegetazione, molto gradita dai guppy e dai portaspada e nascondigli per corydoras e ancistrus, quest’ultimo sarà attivo soprattutto di notte.
i corydoras preferiscono un fondo morbido, perciò è da preferire la sabbia o ghiaino molto fine e ben arrotondato.
3° combinazione
Fondo: 6 otocinclus affinis o 2 ancistrus
Centro: 4 melatonaenia trifasciata
Superficie: 4 black molly (poecilia sphenops) 1 maschio e 3 femmine
la vasca dovrà avere abbondante vegetazione, ma anche spazi ampi e liberi per il nuoto dei melatonaenia: sono indicate le vallisneria.
4° combinazione
Fondo: 5 botia lohacanta ( aiutano anche contro l’invasione delle lumachine ), 1 ancistrus ( terrà sotto controllo le alghe in acquario )
Centro: 6 barbus titteya ( barbo ciliegia )
Superficie: 10 danio zebrato
ghiaietto e sabbia fine con moltissimi ciottoli arrotondati sono un buon arredo per questa vasca con una grossa radice e molte piante soprattutto fluttuanti lungo i lati della vasca, così da lasciare tutto lo spazio centrale per il nuoto di queste specie.
5° combinazione
Fondo: 4 corydoras, 4 otocinclus affinis
Centro: 6 hyphessobricon
Superficie: 3 platy (1 maschio e due femmine) e 5 aphyocharax rubripinnis
in questa vasca potremo inserire più radici con una buona vegetazione e fondo di sabbia scura, altrimenti si può anche scegliere di dedicarsi ad una sola specie anche se si è principianti scegliendo sempre le specie adatte all’acqua e allo spazio che avremo in vasca e valutando sempre la scelta dei pesci di fondo, molto utili.
Ad esempio se ci affascina il betta splendens e abbiamo a disposizione una vasca da 50 o solo 80 litri, perché non dedicarla solo a lui? evitando così dubbi sulla sua aggressività verso gli altri pesci, in un acquario di comunità.
Un betta maschio con due femmine e con 4 corydoras sul fondo, in una vasca piena di belle piante anche galleggianti, una radice, qualche nascondiglio e sabbia per i corydoras.
L’acquario deve essere ben coperto e non devono esserci correnti d’aria fredda sulla superficie dell’acqua, dato che gli anabantidi (trichogaster e colisa lalia) raggiungono la superficie per respirare anche l’aria atmosferica; anche i corydoras, risalgono di tanto in tanto in superficie.
E' indicato anche un acquario dedicato ai vivaci barbus, o un acquario pieno di bellissimi colori dedicato ai pecilidi: sarebbe meglio iniziare con ad esempio 1 maschio e 3 femmine di guppy, 1 maschio e 3 femmine di black molly, 1 maschio e 3 femmine di portaspada e così via, perché questi graziosi pesciolini sono molto prolifici e perciò è meglio lasciare un po’ di spazio per i futuri avannotti.
Per quanto riguarda altre specie (discus, scalare ed altri ciclidi) è bene prima avere maggior esperienza e soprattutto anche l’acqua giusta!
Però si può dedicare un acquario di questo tipo anche ai ciclidi nani, tipo i pelvicachromis pulcher, questi bellissimi pesci formano coppie stabili, perciò bisogna allevarne una coppia.
hanno bisogno di molti nascondigli come grotte, anfore, radici etc..per la loro riproduzione; particolarmente indicate le noci di cocco o vasi dove deporranno le uova; queste ultime saranno sorvegliate dalla madre dentro il rifugio, mentre il padre penserà alla difesa del territorio. gli avannotti verranno difesi anche dopo la nascita da entrambi i genitori.
Al termine delle due settimane di maturazione del vostro acquario, se tutti i valori sono apposto (nitriti: 0!) possiamo introdurre i primi pesci che dovranno essere i pulitori e i mangia alghe.
dopo ancora un'altra settimana, possiamo introdurre altri pesci e così via..lasciando passare sempre almeno una settimana in modo da non far collassare il filtro con un carico organico troppo alto.
I pesci che compriamo saranno molto stressati..pensate a quelli che ci spediscono dagli allevamenti asiatici o sud americani e arrivano qua in italia e, spesso il negoziante non da loro neanche il tempo di abituarsi alla nuova vasca e li vende subito..il giorno dopo l’arrivo! e a chi li vende? a noi.. che li porteremo ancora in altra vasca..perciò pensiamo allo stress dei cambiamenti d’acqua, del trasporto, magari sono anche pesci catturati in natura (tipico degli allevatori sud americani)
non ci sarà da stupirsi se qualche pesce non riuscirà a sopravvivere nella nostra vasca…
sarà però necessario effettuare la loro introduzione in acquario in modo delicato così:
introduzione dei nuovi pesci:
1)spegnete le luci per evitare stress ai pesci
2) fate galleggiare il sacchetto almeno mezz’ora
3) aggiungete varie volte l’acqua del nuovo acquario nel sacchetto, sempre per circa mezz’ora
a questo punto potete prendere i pesci con un retino e liberarli delicatamente nel loro nuovo acquario.
I cambi parziali
In questo periodo l’equilibrio dell’acquario sarà particolarmente delicato, quindi sarebbe opportuno lasciar passare ancora due settimane prima di effettuare il primo cambio parziale d’acqua; dopodiché l’acqua andrà cambiata in ragione del 10% ogni settimana o del 20% ogni due settimane, soprattutto per evitare un accumulo dei nitrati, che non dovranno mai superare i 50 mg/l.
ricordatevi sempre di mettere un buon biocondizionatore che toglie cloro e metalli pesanti nell’acqua nuova prima di versarla nell’acquario, di sifonare il fondo ogni due o tre settimane (non vicino alle piante) con un’apposita campana aspirarifiuti e di sciacquare il primo materiale filtrante lontano dai cambi parziali. Almeno ogni due settimane sarebbe opportuno fare i controlli con gli appositi di test di nitriti, kh e ph. Ogni giorno bisognerà controllare la temperatura, la salute dei pesci e delle piante e il buon funzionamento della pompa.
L’alimentazione dei pesci
I pesci andranno alimentati una o due volte al giorno in modo che tutti riescano a mangiare e a consumare il tutto in breve tempo per non inquinare l’acqua.
I cibi devono essere di buona qualità, liofilizzati, surgelati, cibo vivo, cibo fresco (ad esempio piselli e lattuga per i pesci da fondo erbivori), scaglie e granuli.
I pesci con abitudini notturne andranno alimentati prima dopo lo spegnimento delle luci.
I barattoli devono essere ben chiusi e al riparo dall’umidità; meglio non acquistare confezioni troppo grosse, poiché le vitamine e le proprietà nutritive andranno perse con il tempo.
E’ importante somministrare delle vitamine periodicamente ai nostri pesci, per renderli più forti, per avere una bella e intensa colorazione e, per stimolarli alla riproduzione.
I pesci di cattura
Se osserviamo tutto con cura e con passione raramente avremo seri problemi.
meglio chiedere al negoziante da dove arrivano i pesci.
Qui di seguito elencherò le specie di pesci che vengono catturati in natura, o fatti riprodurre artificialmente tramite induzione ormonale che probabilmente faranno più fatica rispetto agli altri ad ambientarsi:
Da Singapore
catturati: botia pagliaccio e molte specie d’acqua salmastra.
Da Bangkok
riproduzione artificiale tramite induzione ormonale di: epalzeorhynchos bicolor, gyrinocheilus aymonieri, pangasius hypophthalmus.
Dallo Sri lanka
catturati: barbus titteya, rasbora vaterifloris, malpulutta kretseri.
Europa orientale
riproduzione artificiale tramite induzione ormonale di: siluriformi
Sud America:
la maggior parte dei pesci provenienti da questo paese sono catturati in natura: cardinali, varieta’ selvatiche di discus, corydoras, ancistrus, peckoltia, rinerolicaria. occasionalmente arrivano anche lo scalare altum, il discus heckel e le razze d’acqua dolce.
Note: se avete intenzione di allevare i pesci rossi dovete riservare loro le stesse cure e tenerne un minimo di due (soffrono la solitudine) in acquari a partire da 120 litri in su!

